Epilessia, IA e tecnologie innovative
Occorre sfruttare ogni iniziativa utile per aiutare chi soffre di Epilessia ad avere una cura adeguata e accessibile e a superare lo stigma sociale ancora così diffuso.Intelligenza artificiale e medicina di precisione possono rappresentare uno strumento efficace per combattere l’epilessia e offrire un contributo alla ricerca scientifica per migliorare la qualità di vita e di cura delle Persone con Epilessia.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in neurologia, e nell’epilettologia in particolare, può essere applicato quale strumento utile per ottenere una più efficace interpretazione dei risultati dell’elettroencefalogramma (EEG) del quale lo scorso anno è ricorso in centenario, 100 anni cioè dalla prima volta in cui è stato registrato sull’uomo, nel luglio del 1924, grazie ad Hans Berger.
Questa applicazione dell’IA risulterà particolarmente utile, data ancora la necessità di un controllo dell’occhio umano, per ora nei Paesi a basso reddito dove non ci sono elettroencefalografisti esperti o in quelle strutture dove si effettuano molti esami ma non è disponibile personale esperto a sufficienza, ma è comunque un grande passo avanti.
D’altro canto i dati dell’elettroencefalogramma (EEG) continuo usato per rilevare la presenza di una eventuale attività epilettica e prevedere o segnalare l’insorgenza di crisi in pazienti con forme di malattia particolari, possono essere più facilmente analizzabili proprio dall’IA. Infatti questi modelli integrano più agevolmente di un umano diverse variabili cliniche, come i dati demografici del paziente, le comorbilità, le caratteristiche EEG e le risposte al trattamento, per stimare il rischio di esiti avversi come i danni neurologici o la mortalità. In particolare l’identificazione precoce dei pazienti ad alto rischio quindi può nell’attualità guidare un monitoraggio intensivo e interventi mirati per migliorare gli esiti e ridurre al minimo le complicanze a lungo termine.
Oltre all IA è in progressiva crescita la neurologia di precisione, che punta a individuare il più efficace trattamento da applicare per quella specifica Persona con Epilessia e, oltre alle consuete informazioni ricavate dall’anamnesi del paziente, dall’esame clinico, dalla diagnostica per immagini, utilizza anche informazioni non tradizionali come quelle legate al patrimonio genetico dell’individuo. La conoscenza del difetto genetico, alla base di una specifica forma di Epilessia, può orientare l’uso di un farmaco specifico per quella mutazione e lo sviluppo di nuove terapie in grado di modificare la malattia.
Con oltre 50 milioni di persone colpite nel mondo, l’Epilessia è una delle malattie neurologiche più diffuse, per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’Epilessia come malattia sociale. Si stima che nei Paesi industrializzati interessi circa 1 persona su 100: in Italia soffrono di Epilessia circa 600.000 persone, ben 6 milioni in Europa, per questo grandi temi di attualità come l’applicazione dell’intelligenza artificiale in neurologia e la medicina di precisione, consentiranno grandi passi in avanti nel campo dell’epilettologia.